Il microbiota intestinale, noto anche come flora batterica, influisce sulla salute degli animali, con cambiamenti legati all'età e alla dieta. I prebiotici possono modulare positivamente la composizione batterica intestinale.
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Modificato il 17 Settembre 2023
La diversità delle specie batteriche è essenziale per mantenere l’equilibrio intestinale e prevenire il predominio di specie patogene. Il microbiota evolve nel corso della vita dell’animale, contribuendo alle sue fasi di sviluppo e invecchiamento.
La comunità scientifica internazionale ha concordato nel definire tutti gli organismi microbici presenti in un particolare ambiente come microbiota, comunemente conosciuto come flora batterica. Col termine microbioma, ci si riferisce all’informazione genetica insita nel microbiota stesso.
Uno squilibrio del microbioma intestinale ha molti effetti sulla salute del tuo pet
Si stima che il microbiota dei mammiferi contenga circa 1014 cellule batteriche, dieci volte superiore al numero delle cellule costituenti l’organismo. I batteri colonizzano virtualmente ogni superficie del corpo esposto all’ambiente esterno: quindi troveremo un microbiota diverso a livello genito-urinario, respiratorio e cutaneo.
Il microbiota e l’apparato gastrointestinale
L’apparato gastrointestinale è quello maggiormente colonizzato dai batteri. Ospita infatti tra 500 e 1000 differenti specie di batteri oltre ad archeobatteri, funghi, protozoi e virus. Si stima, infatti, che il colon da solo contenga più del 70% di tutti i microorganismi presenti nel corpo dell’ospite.
L’intestino è un organo metabolico: un biosistemaunico caratterizzato dalla presenza di migliaia di diversi microbi che convivono e interagiscono attivamente con l’organismo ospite. L’azione metabolica del biosistema intestinale interviene nella regolazione di numerose funzioni dell’organismo e i diversi microbi hanno un ruolo cruciale nella diagnosi di numerose malattie gastrointestinali.
È importante sottolineare che alcuni membri del microbiota sono considerati elementi autoctoni, mentre altri possono introdursi ex novo in seguito a modificazioni dietetiche e/o ambientali.
Oltre alla composizione del microbiota materno, la genetica dell’ospite pare contribuisca nello sviluppo della flora batterica del nascituro. Alcune razze di cane con mutazioni di alcuni geni hanno una maggiore predisposizione a sviluppare alcune patologie. Questo è il caso, ad esempio della colite granulomatosa a cui sono predisposte razze come il boxer e il pastore tedesco.
Il microbiota e la nutrizione
È stato dimostrato come la composizione della dieta possa influenzare lo stato di benessere dell’animale. La nutrizione induce rapidi e importanti cambiamenti all’interno delle popolazioni batteriche che coabitano l’intestino dei mammiferi.
I prebiotici e il metabolismo
I prebiotici sono per definizione sostanze non digeribili,come i frutto-oligosaccaridi e il lattulosio. Queste sostanze fanno in modo che la flora batterica intestinale abbia sufficiente nutrimento e prosperi meglio.
L’uso di prebiotici, nella nutrizione umana e animale, è una delle strategie maggiormente impiegate ed efficaci per modulare positivamente la composizione e il metabolismo dell’ecosistema gastroenterico.
È essenziale che, prima di modificare o integrare l’alimentazione con prebiotici, il veterinario valuti quali sostanze siano più adatte al fabbisogno e allo stato di salute del cane.
Ulteriormente, i rapporti che si stabiliranno tra microrganismo e ospite possono essere diversi secondo il beneficio che ne deriva per l’ospite. Il microbiota costituisce, infatti, parte della barriera intestinale, una struttura atta a difendere l’ospite dall’invasione dei patogeni.
Il meccanismo di difesa si basa sull’instaurarsi di una competizione diretta tra microorganismi: attraverso la sottrazione di nutrienti, l’occupazione preventiva dei siti di adesione a livello della mucosa intestinale e la produzione di sostanze ad azione antimicrobica.
Il rapporto tra il microbiota intestinale e l’ospite è generalmente indicato come commensale (convivenza in equilibrio), piuttosto che mutualistico: entrambi traggono beneficio dalla loro interazione.
I batteri costituenti il microbiota usufruiscono di condizioni di vita ottimali all’interno dell’intestino animale, grazie principalmente alla grande disponibilità di nutrienti e alle temperature favorevoli.
In cambio però i batteri svolgono tre funzioni/azioni tipiche a vantaggio dell’ospite: Funzioni Metaboliche, Azioni Protettive e Funzioni Strutturali e istologiche. Vediamole più nel dettaglio:
Funzioni Metaboliche:
Produzione vitamine
Biosintesi di aminoacidi
Bio-trasformazione della bile
Fermentazione di substrati non digeribili
Regolazione metabolica dell’ospite, produzione di Acidi grassi a corta catena
Detossificazione di tossici introdotti con la dieta o neoformati in seguito all’attività metabolica dell’ospite o dei microorganismi stessi.
Azioni protettive:
Resistenza alla colonizzazione
Attivazione dell’immunità innata e adattativa
Regolazione delle citochine infiammatorie
Funzione d’immuno-modulazione antiinfiammatoria
Sottrazione di ammoniaca e amine, destinate alla sintesi proteica batterica, con conseguente riduzione dell’assorbimento intestinale delle stesse.
Funzioni Strutturali e Istologiche:
Crescita delle cellule epiteliali e regolazione della differenziazione
Sviluppo dei villi intestinali e delle cripte
Micro vascolarizzazione dei villi
Permeabilità delle giunzioni delle cellule tissutali
Formazione degli strati di muco
È pertanto possibile osservare come la colonizzazione microbica del tratto digerente deriva dall’interazione tra ospite (cane) e ambiente. Si tratta di un equilibrio “fragile” e mutevole che permette, tuttavia, di mantenere in salute l’apparato gastro-intestinale.
Un’elevata biodiversità di specie è necessaria per il mantenimento dell’omeostasi (equilibrio) e per la stabilità strutturale della comunità̀ microbica.
La diminuzione delle specie batteriche a causa di un trattamento antibiotico o per l’avanzare dell’età riduce la capacità dell’ecosistema di “opporsi” ai microrganismi patogeni e favorisce il sopravvento di specie particolarmente attive che diventeranno così “parassiti” piuttosto che commensali.
Il microbiota intestinale accompagna i pet durante tutto l’arco della vita
Il microbiota nell’arco di vita dell’animale
Effetto del parto sul microbiota intestinale
Alla nascita il tratto gastroenterico è sterile ma, con il passaggio attraverso il canale del parto e il passare delle ore, inizia ad arricchirsi di numerose specie batteriche provenienti dall’ambiente circostante e dal latte materno.
Il microbiota nel tempo: dal cucciolo al cane anziano
Se durante le prime settimane di vita predominano specie aerobiche (il cui metabolismo utilizza ossigeno), nell’intestino dell’animale adulto e anziano, sembrano prevalere popolazioni anaerobiche (non richiedono la presenza di ossigeno per il metabolismo).
La diversità delle varie specie batteriche sembra ridursi, probabilmente per i cambiamenti strutturali e funzionali dell’intestino stesso.
Il microbiota intestinale è pertanto destinato a evolversi nel tempo.
Si sostiene quindi che il microbiota sia atto al supporto di alcune funzioni nelle prime fasi di vita mentre nelle ultime esso contribuisca alla morte dell’ospite.
Esperta in comunicazione e Psicologa (per umani!) dopo anni di esperienza nel magico mondo dell’apprendimento di grandi e piccini, ha deciso di seguire un sogno che aveva da bambina: aiutare gli animali, a modo suo!
Per questo ora presta la sua penna a LampoVet, di cui è anche socia fondatrice e CMO, insieme ad un team eccezionale di appassionati di animali.
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