L’osteoartrite nel cane e nel gatto: importanza della nutrizione

L’osteoartrite è un processo degenerativo lento, generalmente si presenta in associazione con patologie articolari come la displasia dell’anca e/o del gomito e la rottura del legamento crociato craniale.
Modificato il 28 Gennaio 2024

L’osteoartrite è un processo degenerativo lento caratterizzato da degenerazione della cartilagine articolare con perdita di proteoglicani e collagene articolare (proteine essenziali per un buon funzionamento delle articolazioni), sclerosi ossea sub-condrale (ispessimento dell’osso, spesso irreversibile), proliferazione peri-articolare di nuovo osso e infiammazione cronica delle membrane sinoviali (struttura che riveste interamente l’articolazione).

La malattia è pertanto classificata come malattia infiammatorio-degenerativa.

L’osteoartrite generalmente si presenta in associazione con patologie articolari come la displasia dell’anca e/o del gomito e la rottura del legamento crociato craniale.

OSTEOARTRITE ARTICOLO 2

Cause

L’osteoartrite può essere secondaria ad alterazioni muscolo scheletriche preesistenti, come la forme displasiche (anca, gomito, rotula), l’instabilità articolare, traumi, ecc.
Ci sono altri fattori che giocano un ruolo rilevante nella comparsa e sviluppo della malattia come l’alimentazione e il sovrappeso che possono velocizzarne la progressione.

Frequenza della malattia

Si stima che l’osteoartrite incida sul 20% dei cani di età inferiore a 1 anno; in cani di età superiore ai 5 anni l’impatto aumenta fino al 90%. I gatti sono colpiti in modo simile, con prevalenze che vanno dal 16,5% al 91% e che aumentano con l’età.

Data l’elevata frequenza della malattia tra gli animali da compagnia è probabile che, nelle prime fasi, i segni clinici e il dolore dell’animale passino inosservati.

Al fine di prevenire la progressione della malattia è importante che:

  • fin dalla prima visita, il proprietario sia informato sull’osteoartrite, sui primi sintomi e sulle modalità con cui si manifesta il dolore;
  • il veterinario valuti attentamente le articolazioni dei pazienti ad ogni esame annuale.

Razze predisposte all’osteoartrite

Tra i fattori di rischio dell’osteoartrite c’è anche l’appartenenza ad alcune razze specifiche. Tale associazione è correlata a caratteristiche specifiche della razza e a fattori genetici che aumentano la predisposizione allo sviluppo di questa patologia.

Le razze di grossa taglia sono tra quelle più predisposte allo sviluppo di osteoartrite.

Inoltre razze come Rottweiler, Golden Retriever, Pastore Tedesco e Labrador Retriever sembrano presentare una maggiore predisposizione alla patologia. Queste sono infatti razze propense a sviluppare displasia congenita dell’anca e sono solite sviluppare forme di degenerazione articolare in più articolazioni contemporaneamente.

I segni clinici dell’osteoartrite

Le principali manifestazioni cliniche dell’osteoartrite sono:

  • evidenza di dolore o dolorabilità,
  • ridotta mobilità,
  • gonfiore articolare,
  • rigidità,
  • riduzione del tono muscolare,
  • crepitio e zoppia.

Oltre ai segni motori, la presenza di dolore può causare cambiamenti nel comportamento dell’animale: portando all’aggressività o alla diminuzione dell’attività.

Essendo una malattia caratterizzata dalla presenza di dolore, l’animale potrebbe manifestare difficoltà nell’interazione con le persone. A causa del dolore, gli animali possono avere difficoltà a camminare per casa ed evitano superfici rigide come legno duro, piastrelle o altre superfici scivolose. Un supporto utile all’animale qualora vengano notati questi comportamenti è quello di aggiungere tappeti o moquette a queste superfici per supportare la mobilità dell’animale.

Sebbene sia stato dimostrato che l’osteoartrite può portare a un’eutanasia precoce; i veterinari possono migliorare la qualità della vita di un paziente, potenzialmente estenderne la longevità attraverso una maggiore cura preventiva e approcci di gestione multimodale.

Come curare l’osteoartrite

Il trattamento dell’osteoartrite prevede un approccio multimodale e può risultare costoso e frustrante per il proprietario.

Spesso, bisogna tentare diversi approcci al fine di identificare la combinazione più appropriata di interventi che possono essere utilizzati per il resto della vita dell’animale.  Le principali strategie terapeutiche utilizzate ad oggi includono:

  • antinfiammatori,
  • antidolorifici
  • nutraceutici
  • riabilitazione fisica
  • perdita di peso,
  • diete terapeutiche complete ed equilibrate.

Intervento nutrizionale

Uno dei principali fattori che possono avere un impatto nel ritardare e controllare l’osteoartrite nel cane è l’intervento nutrizionale tramite il controllo dell’apporto calorico e il bilanciamento di sostanze nutritive necessarie al fabbisogno del cane affetto dalla patologia. L’uso di diete terapeutiche dovrebbe essere discusso tra il veterinario e il proprietario per migliorare la salute e il benessere del cane.

Nonostante i farmaci antidolorifici sono utili per la gestione del dolore correlato alla patologia, questi non hanno alcuna azione benefica nel trattamento dei problemi scatenanti la patologia, né modificano la sua progressione.

L’impiego di diete terapeutiche formulate ad hoc per la salute delle articolazioni, l’integrazione dietetica con nutraceutici selezionati e il controllo dell’apporto calorico mirato alla perdita di peso quando necessario, può aiutare a prevenire o rallentare la progressione osteoartrite.

È essenziale che il fabbisogno nutrizionale di un cane con osteoartrite venga valutato accuratamente da un veterinario esperto nutrizionista al fine di indicare la miglior dieta terapeutica personalizzata.

Importanza della perdita di peso

È stato dimostrato che l’obesità nel cane e nel gatto è correlata ad una maggiore probabilità di sviluppare osteoartrite rispetto agli animali non obesi.  L’obesità aumenta lo stress sulle articolazioni e sulla cartilagine articolare e pertanto facilita l’insorgenza della malattia.  

Studi scientifici hanno dimostrato che una riduzione dell’11%-18% del peso corporeo iniziale in cani con osteoartrite clinica dell’anca è associata a una diminuzione significativa della zoppia degli arti posteriori.

Quando si definisce una nuova dieta, è importante considerare le preferenze del paziente e i vincoli del proprietario. Le diete formulate per la perdita di peso spesso contengono una concentrazione proteica maggiore rispetto alle diete commerciali tipiche e possono contenere l-carnitina. L-carnitina e alta concentrazione di proteine aiutano a mantenere la massa corporea magra e la forza muscolare promuovendo la perdita di grasso.

Tali diete sono progettate per avere rapporti nutrienti-calorici più elevati per evitare la restrizione eccessiva di nutrienti essenziali come vitamine e minerali.

È essenziale che la dieta venga prescritta da un medico veterinario o esperto di nutrizione del cane al fine di garantire un corretto bilanciamento delle sostanze necessarie al fabbisogno energetico e nutrizionale del cane.

Il successo della dieta dipende dal proprietario

Al fine di migliorare le possibilità di successo di una dieta mirata alla perdita del peso è utile che i proprietari pesino il cibo del proprio animale domestico in grammi anziché misurarlo in base al volume (cioè, in tazze o misurini).  Se ciò non fosse possibile, o se il proprietario fosse riluttante a utilizzare un tale approccio, l’uso di una ciotola più piccola e di un misurino per il cibo può essere utile per ottenere la perdita di peso e il controllo del peso a lungo termine, a causa delle influenze sulla percezione del proprietario.

Quando si crea un piano di perdita di peso, è importante educare i proprietari a fissare piccoli obiettivi e mantenere uno sforzo costante.

Una perdita dall’1% al 2% del peso corporeo/settimana è l’obiettivo tipico fino al raggiungimento del peso di mantenimento desiderato. Consulenze regolari con il nutrizionista sono ottime per monitorare i progressi dell’animale e fornire aggiustamenti della dieta qualora necessari.

Sostanze con potenziali effetti benefici sull’osteoartrite

Acidi grassi Omega-3

Gli acidi grassi Omega-3, sono comunemente usati per la gestione dell’infiammazione e del dolore associati all’osteoartrite. Nel complesso, si ritiene che gli acidi grassi omega-3 riducano l’infiammazione in tutto il corpo, comprese le articolazioni, portando a una diminuzione del danno cellulare e del danno tissutale. Inoltre studi scientifici hanno dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 hanno un effetto anche sul dolore e migliorano i segni clinici della malattia.

Cani affetti da osteoartrite sono stati valutati dopo un periodo di assunzione di acidi grassi omega-3 e hanno mostrato che la somministrazione di acidi grassi omega-3 è associata a una migliore capacità complessiva di sopportare il peso, capacità di alzarsi dal riposo, migliore performance nel camminare e nel gioco, una riduzione della zoppia e una maggiore capacità di saltare.  Le diete terapeutiche definite dal nutrizionista veterinario sono strutturate così da incorporare le quantità raccomandate di acidi grassi omega-3. In alternativa lo stesso nutrizionista raccomanderà il miglior supplementare da utilizzare. E’ sconsigliabile da parte del proprietario fare ricerche online e iniziare supplementi vari senza il consiglio del proprio veterinario o del veterinario nutrizionista.

Antiossidanti e altri supplementi

Anche altre classi di antiossidanti sono considerati utili nella gestione nutrizionale dell’osteoartrite. Elevati livelli di antiossidanti sono generalmente incorporati nelle diete per la gestione dell’infiammazione.

Uno studio ha valutato l’uso di antiossidanti in 18 cani con osteoartrite e ha mostrato un miglioramento della zoppia. Altri supplementi come probiotici sembrano utili, tuttavia l’evidenza scientifica sull’uso di antiossidanti e probiotici nella gestione dell’osteoartrite non è ancora robusta. La cozza dalle labbra verdi è un altro componente o integratore alimentare associato al miglioramento dei segni clinici dell’osteoartrosi nel cane e nel gatto.

Cani e gatti che avevano un’integrazione alimentare con GLM hanno mostrato miglioramenti nei punteggi dell’artrite, gonfiore articolare e segni di dolore articolare.

Per gli integratori, sebbene disponibili in commercio, non sono stati stabiliti i dosaggi raccomandati, quindi le quantità necessarie per animali di grandi dimensioni possono essere costose.

La cozza dalle labbra verdi può essere particolarmente utile per gatti artritici e cani di piccola taglia.

È sempre necessario il parere del medico veterinario o del medico veterinario nutrizionista prima dell’integrazione di queste sostanze nella dieta.

Glucosamina e condroitin solfato per combattere l’osteoartrite

La glucosamina e condroitin solfato sono componenti o integratori alimentari che funzionano in sinergia. La ricerca medica umana ha dimostrato che la glucosamina contribuisce alla formazione e alla riparazione della cartilagine, riduce l’infiammazione e rallenta il deterioramento della cartilagine. Il condroitin solfato migliora le proprietà elastiche della cartilagine e riduce il gonfiore doloroso delle articolazioni. La glucosamina riduce anche i segni del dolore associata all’osteoartrite nei cani.

La somministrazione di entrambi gli integratori in cani con osteoartrite ha mostrato un miglioramento delle generali condizioni di salute. In particolare, il dolore dolore e il carico di peso sembrano migliorare rispetto ai valori al momento della diagnosi. Il medico veterinario stabilirà qualora è opportuno integrare l’alimentazione con questi componenti.

Per riassumere:

  • La gestione del peso e la nutrizione rappresentano un intervento di prima linea nei pazienti con osteoartrite
  • alti livelli di acidi grassi omega-3 possono aiutare a modulare l’infiammazione e migliorare i segni clinici della malattia
  • Le diete fortificate con glocusamina e condrotin solfato possono apportare beneficio, ma potrebbe essere necessaria un’integrazione per raggiungere i dosaggi terapeutici.
  • Integratori come antiossidanti e cozze verdi possono fornire ulteriori benefici, sono necessarie ulteriori ricerche sulle noci.
  • Ricorda! È sempre necessario il parere del veterinario e dell’esperto nutrizionista per formulare una dieta che contenga le sostanze nutrizionali necessarie al fabbisogno del cane.
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Giulia

Esperta in comunicazione e Psicologa (per umani!) dopo anni di esperienza nel magico mondo dell’apprendimento di grandi e piccini, ha deciso di seguire un sogno che aveva da bambina: aiutare gli animali, a modo suo!
Per questo ora presta la sua penna a LampoVet, di cui è anche socia fondatrice e CMO, insieme ad un team eccezionale di appassionati di animali.

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