Microbiota per nutrizione e salute su misura
Integrare il Microbiota intestinale nella pratica clinica veterinaria
La ricerca LampoVet nasce con un obiettivo clinico preciso: comprendere se, quando e come l’analisi del microbiota intestinale possa aggiungere informazione utile al ragionamento clinico veterinario, senza sostituire anamnesi, esame clinico, diagnostica di laboratorio o imaging.
Il microbiota intestinale non è un test diagnostico autonomo.
È uno strumento complementare, utile per interpretare:
- la funzionalità intestinale,
- la stabilità e resilienza del sistema,
- la risposta individuale agli interventi nutrizionali e terapeutici nel tempo.
Questo approccio è coerente con la letteratura internazionale, che descrive il microbiota come un sistema biologico complesso, dinamico e contestuale, la cui interpretazione richiede integrazione clinica e cautela metodologica
(Sommer et al., Nature Reviews Microbiology, 2017).

Dalla ricerca osservazionale alla
pratica clinica

Ad oggi LampoVet ha analizzato oltre 600 microbioti intestinali di cani clinicamente sani e patologici, raccolti in contesti clinici real-world e accompagnati da dati anamnestici, nutrizionali e clinici.
Da questa base osservazionale sono state definite coorti dedicate (sani, enteropatici, studi nutrizionali longitudinali), utilizzate per trasformare l’analisi del microbiota da descrizione statica a strumento interpretativo applicabile in clinica.
La scienza LampoVet non nasce per “classificare” i pazienti, ma per ridurre l’incertezza clinica, in particolare nei contesti in cui:
- la risposta agli interventi è imprevedibile,
- il trial-and-error nutrizionale è frequente,
- il miglioramento clinico non coincide con il recupero biologico.
Come si articola la scienza LampoVet
Ricerca scientifica
Razionale biologico ed ecologico basato su dati osservazionali
Applicazione clinica
Ricerca applicata
In questa pagina presentiamo il livello di ricerca scientifica.
Le applicazioni cliniche e gli strumenti dedicati sono approfonditi nelle sezioni dedicate.
Superare il concetto di “microbiota ideale”
Evidenze da cani sani ed enteropatici del database lampovet srl
Gran parte della letteratura ha storicamente cercato di definire un profilo di microbiota ideale a cui confrontare il singolo paziente. Tuttavia, studi fondamentali hanno dimostrato che la composizione tassonomica varia ampiamente anche tra individui clinicamente sani, mentre la salute può essere mantenuta grazie a meccanismi di ridondanza funzionale
(Human Microbiome Project Consortium, Nature, 2012; Franzosa et al., Nature Microbiology, 2014).
Le coorti LampoVet, che includono cani sani ed enteropatici, confermano che:
- cani clinicamente sani possono presentare profili microbiotici profondamente diversi;
- composizioni tassonomiche considerate “non ottimali” possono essere compatibili con stabilità clinica;
- nelle enteropatie croniche, la criticità principale è spesso rappresentata da instabilità funzionale, più che dalla presenza o assenza di singoli microrganismi.
L’assenza di cluster discreti nei cani sani indica che la salute non coincide con una configurazione unica, ma con una regione funzionale compatibile con l’omeostasi
(Coyte et al., Science, 2015).
L’indice di disbiosi nella pratica clinica
Utilità, limiti e integrazione con la lettura funzionale
Negli ultimi anni, l’indice di disbiosi è diventato uno degli strumenti più utilizzati nella gastroenterologia veterinaria, in particolare in ambito clinico specialistico. Il suo valore principale risiede nella capacità di fornire una misura sintetica di deviazione del microbiota rispetto a un riferimento, risultando utile per:
Il monitoraggio longitudinale di pazienti enteropatici
La valutazione dell’andamento nel tempo di una terapia
LampoVet riconosce il ruolo storico e clinico dell’indice di disbiosi come prima integrazione sistematica del microbiota nella pratica clinica veterinaria.
Tuttavia, per sua natura, l’indice di disbiosi:
- descrive quanto il sistema è alterato,
- ma non descrive come sta funzionando;
- non distingue tra variabilità fisiologica e perdita di resilienza;
- non è progettato per guidare strategie nutrizionali personalizzate.
Per questo motivo, l’approccio LampoVet non sostituisce l’indice di disbiosi, ma lo integra con una lettura funzionale del microbiota, utile per comprendere:
- quali capacità biologiche sono preservate;
- quali sono compromesse;
- e come modulare dieta e interventi in modo più mirato.
Per questo motivo, LampoVet propone un uso complementare degli strumenti:
Indice di Disbiosi
Utile per il monitoraggio clinico e l’andamento nel tempo.
Lettura funzionale del microbiota
Utile per comprendere come funziona il sistema, quali capacità sono preservate o compromesse e come modulare dieta e interventi in modo mirato.
Questo approccio non sostituisce gli strumenti esistenti, ma li integra, ampliando il livello di informazione disponibile per il clinico.
Le 7 regole del microbiota secondo LampoVet
Un framework interpretativo basato su dati real-world
Dall’integrazione tra dati real-world (oltre 600 analisi) e letteratura scientifica, LampoVet ha sviluppato un framework interpretativo sintetizzato in sette principi guida, coerenti con una visione ecologica del microbiota come rete complessa di interazioni (Coyte K.Z. et al., Science, 2015).
1
Non esiste un microbiota “perfetto”
La variabilità interindividuale è fisiologica.
2
La funzione va interpretata in modo stratificato
Funzioni diverse hanno ruoli diversi; non tutte le variazioni funzionali sono clinicamente rilevanti (Franzosa E.A. et al., 2014).
3
La stabilità nel tempo è un indicatore chiave
Un microbiota instabile può essere clinicamente rilevante anche in assenza di patologia manifesta (Sommer F. et al., 2017).
4
La risposta agli interventi è individuale
Non esistono interventi nutrizionali universalmente efficaci.
5
Il contesto clinico è imprescindibile
6
La resilienza conta più della “normalità”
La capacità di recupero dopo uno stress è spesso più informativa del valore assoluto di un parametro (Sommer F. et al., 2017).
7
Assenza di segni clinici ≠ equilibrio funzionale
Stati di ridotta resilienza funzionale possono rimanere subclinici fino a uno stress successivo.
Funzione prima della tassonomia: il modello LampoVet
Il ruolo delle funzioni
LampoVet interpreta il microbiota intestinale come un ecosistema funzionale, piuttosto che come un semplice elenco di specie microbiche.
La letteratura sul microbioma indica che individui clinicamente sani possono presentare composizioni tassonomiche molto diverse, pur mantenendo funzioni metaboliche intestinali comparabili grazie a meccanismi di ridondanza funzionale.
Sulla base della letteratura disponibile e delle analisi osservazionali condotte nelle coorti LampoVet, utilizziamo una classificazione funzionale preliminare che distingue tre tipologie di funzioni microbiche:
Funzioni strutturalmente rilevanti per l’ecosistema intestinale
funzioni frequentemente presenti nei microbioti stabili e associate alla continuità metabolica del sistema
(es. metabolismo dei carboidrati complessi)
Funzioni modulabili dal contesto
funzioni fisiologicamente variabili, influenzate da dieta, ambiente e stato fisiologico dell’ospite
(es. produzione di SCFA, metabolismo lipidico)
Funzioni sensibili a perturbazioni del sistema
funzioni che possono aumentare o diminuire in risposta a stress biologici, infiammazione o perdita di stabilità ecosistemica.
Questa classificazione rappresenta un modello interpretativo operativo, sviluppato per facilitare la lettura clinica dei referti del microbiota.
Il modello è attualmente oggetto di ulteriori analisi e validazione nelle coorti LampoVet.
L’attenzione alle funzioni metaboliche del microbiota è coerente con evidenze crescenti che indicano una relazione più stretta tra funzione microbica e stato di salute rispetto alla sola composizione tassonomica (Visconti et al., Nature Communications, 2019).
Approfondisci l’integrazione clinica del microbiota
Lettura funzionale del microbiota
Nicchie ecologiche e funzioni biologiche
LampoVet interpreta il microbiota come ecosistema funzionale, non come elenco di specie
(Coyte K.Z. et al., 2015).
L’integrazione funzionale del microbiota permette di:
- comprendere perché alcuni pazienti rispondono e altri no agli stessi interventi;
- ridurre il trial-and-error nutrizionale;
- distinguere miglioramento clinico da recupero biologico incompleto;
- supportare decisioni complesse in enteropatie croniche e casi refrattari.
Il microbiota non sostituisce la clinica: la rafforza, quando aggiunge informazione utile al processo decisionale.
Funzioni core, relativamente conservate
Funzioni adattative, fisiologicamente variabili
Funzioni reattive, clinicamente rilevanti se persistenti o associate a perdita di funzioni core.
Il focus sulle funzioni e sugli output metabolici è coerente con evidenze che mostrano una correlazione più forte tra funzione microbica e stato di salute rispetto alla sola composizione tassonomica
(Visconti A. et al., Nature Communications, 2019).
Evidenze preliminari dalle coorti LampoVet
(Osservazioni real-world, non ancora pubblicate)
Cani clinicamente sani
(30 casi)
Abbiamo osservato elevata variabilità tassonomica tra soggetti sani, ma una maggiore conservazione di alcune funzioni chiave del microbiota, in particolare quelle legate alla fermentazione dei carboidrati complessi e alla resilienza funzionale.
Pre/post dieta vegetale
(23 casi)
Risposte microbiotiche eterogenee: alcuni soggetti hanno mostrato una maggiore stabilità funzionale e adattamento fermentativo, mentre altri hanno evidenziato segni di ridotta resilienza microbiologica.
Pre/post dieta con superfood
(15 casi)
Studio pilota preliminare con evidenze iniziali di aumento della diversità microbiotica e modulazione di pathway metabolici associati alla fermentazione e alla stabilità intestinale.
Pre/post Eubivia
(Pre/Postbiotico – 10 casi)
In sottogruppi selezionati di cani con feci molli intermittenti abbiamo osservato un miglioramento della stabilità funzionale del microbiota e una riduzione della dispersione di alcuni marker metabolici intestinali.
Enteropatie croniche
(Oltre 400 casi)
Nei cani con enteropatia cronica osserviamo frequentemente perdita di resilienza funzionale, alterazioni dei pathway fermentativi e maggiore instabilità microbiotica rispetto ai soggetti sani.
Pre/post FMT
(Studio pilota – 10 casi)
Studio pilota preliminare che suggerisce una possibile riorganizzazione funzionale del microbiota dopo trapianto fecale, con recupero parziale di pattern associati alla resilienza intestinale.
600+
Analisi di microbiota
Campioni intestinali analizzati
6
Coorti cliniche
Studiate in contesti reali
Quando l’analisi del microbiota è clinicamente rilevante
Questa sezione sintetizza quando e perché l’analisi del microbiota intestinale può essere clinicamente utile nella pratica veterinaria.
LampoVet considera il microbiota uno strumento complementare al percorso diagnostico tradizionale.
Il suo utilizzo è indicato solo quando aggiunge informazione rilevante al ragionamento clinico, in particolare nei contesti caratterizzati da instabilità, risposta imprevedibile o discrepanza tra clinica e biologia.
I livelli di evidenza riportati riflettono lo stato attuale della letteratura internazionale, integrata con dati osservazionali real-world LampoVet.
Cane clinicamente sano, asintomatico e stabile
Livello di evidenza: escluso
Nel cane realmente sano, la variabilità tassonomica e funzionale del microbiota rientra nella fisiologia.
Non esistono evidenze a supporto dell’uso del microbiota per screening preventivo o per definire una dieta “ottimale” o “personalizzata” nel soggetto sano (Human Microbiome Project Consortium, Nature, 2012; Sommer et al., Nat Rev Microbiol, 2017).
Un cambio dietetico nutrizionalmente corretto, graduale e monitorato è appropriato senza necessità di analisi del microbiota.
Cane apparentemente sano con fattori di rischio
Livello di evidenza: medio
(feci molli episodiche, scarsa tolleranza ai cambi dieta, stress ripetuti, cambio dietetico significativo)
In soggetti clinicamente stabili ma con contesto predisponente, l’analisi del microbiota può essere considerata in modo selettivo per:
- escludere instabilità funzionale subclinica;
- valutare resilienza e capacità di adattamento;
- supportare un cambiamento nutrizionale sicuro.
In questo ambito, il microbiota non viene utilizzato per ottimizzare, ma per ridurre il rischio di peggioramento clinico (Sommer et al., Nat Rev Microbiol, 2017; Martino et al., Cell, 2018).
Cani con feci molli o irregolari senza diagnosi strutturale
Livello di evidenza: medio
Nei cani con segni gastrointestinali intermittenti o fluttuanti, l’analisi del microbiota può aiutare a distinguere tra variabilità fisiologica e ridotta resilienza funzionale, supportando strategie nutrizionali orientate alla stabilizzazione (Gaschen et al., JVIM; Jergens et al., Vet Clin North Am).
Inquadramento e gestione delle enteropatie croniche
Livello di evidenza: forte
Nelle enteropatie croniche, il microbiota rappresenta uno strumento complementare utile per:
- interpretare la funzionalità intestinale;
- integrare il follow-up clinico e nutrizionale;
- distinguere miglioramento clinico da recupero biologico incompleto.
Il microbiota non sostituisce la diagnosi clinica o istopatologica (Suchodolski et al., Vet Clin North Am; Gaschen et al., JVIM).
Enteropatia cronica parzialmente responsiva o refrattaria
Livello di evidenza: forte
Nei casi con risposta incompleta a dieta o terapia, l’analisi del microbiota consente di identificare instabilità funzionali persistenti e di supportare decisioni cliniche avanzate, inclusa la valutazione del FMT (Suchodolski et al., JVIM; AlShawaqfeh et al., Vet Sci).
Trapianto fecale (FMT): valutazione e follow-up
Livello di evidenza: forte
Nel contesto del FMT, il microbiota è indicato per:
- valutare ristrutturazioni funzionali post-trapianto;
- monitorare la stabilità nel tempo;
- guidare la gestione nutrizionale post-FMT per preservare le funzioni favorevoli acquisite.
Il successo del FMT è associato alla ricostituzione funzionale e alla resilienza, non alla normalizzazione tassonomica (Mullish et al., Gut, 2018; Li et al., Microbiome, 2021).
Enteropatie post-antibiotiche e follow-up terapeutico
Livello di evidenza: medio
Dopo trattamenti antibiotici, il microbiota può essere utilizzato per valutare il recupero funzionale e distinguere il miglioramento clinico dalla persistenza di fragilità biologiche (Dethlefsen & Relman, PNAS; Sommer et al., Nat Rev Microbiol, 2017).
Cani sportivi, da lavoro o esposti a stress ripetuti
Livello di evidenza: medio–emergente
La letteratura sull’asse intestino–stress suggerisce che stress fisici e ambientali ripetuti possano favorire instabilità intestinale anche in assenza di patologia conclamata.
Il microbiota può supportare la valutazione della capacità di recupero e guidare interventi nutrizionali preventivi (Martino et al., Cell, 2018; Cryan et al., Physiol Rev, 2019).
Dermatopatie (atopia, dermatite allergica, prurito cronico)
Livello di evidenza: medio–emergente
La letteratura non supporta l’uso del microbiota intestinale come strumento diagnostico primario nelle dermatopatie canine. Tuttavia, l’asse intestino–cute è un’area di crescente interesse, soprattutto nei pazienti cronici o refrattari.
In alcuni casi selezionati — come dermatiti con sintomi gastrointestinali associati, recidive frequenti o risposta incompleta alle terapie standard — l’analisi del microbiota può aiutare a identificare segnali di instabilità intestinale da integrare nel percorso clinico e nutrizionale (Budanov et al., Vet Dermatol; Pilla & Suchodolski, Vet Clin North Am).
Sintesi clinica
Indice di disbiosi
Monitoraggio quantitativo
Analisi funzionale del microbiota
Supporto decisionale in contesti complessi
Clinica e contesto
Sempre centrali
L’analisi del microbiota è clinicamente rilevante quando aggiunge informazione utile al processo decisionale, non quando viene utilizzata come test isolato.
Collaborazioni scientifiche, industriali e programmi di accelerazione
Andriani S.p.A.
Realtà di riferimento mondiale dell’innovation in healthy food
Unleashed by Purina
Acceleratore di Startup veterinarie by Purina Nestlè
vHive incubator
Incubatore dell’Università di medicina veterinaria del Surrey (UK)
Ospedale Veterinario Anubis
Ospedale H24 regione Lombardia
Plug and Play
Acceleratore americano per startup veterinarie
Lazio innova
Acceleratore italiano Regione Lazio
Nota di traspaenza scientifica
LampoVet distingue chiaramente tra evidenze consolidate e osservazioni preliminari, garantendo rigore scientifico, trasparenza e reale integrazione nella pratica clinica veterinaria. LampoVet sta lavorando alla pubblicazione dei dati su Peer-Reviewed Journals.
Bibliografia – Scienza LampoVet
Variabilità fisiologica, interpretabilità e limiti nel sano
- Human Microbiome Project Consortium.
Structure, function and diversity of the healthy human microbiome.
Nature, 486, 207–214 (2012).
https://doi.org/10.1038/nature11234 - Sommer F., Bäckhed F.
The gut microbiota — masters of host development and physiology.
Nature Reviews Microbiology, 11, 227–238 (2013).
https://doi.org/10.1038/nrmicro2974 - Sommer F. et al.
The resilience of the intestinal microbiota influences health and disease.
Nature Reviews Microbiology, 15, 630–638 (2017).
https://doi.org/10.1038/nrmicro.2017.58
Funzione vs tassonomia – resilienza e approccio ecologico
- Franzosa E.A. et al.
Relating the metatranscriptome and metagenome of the human gut.
Nature Microbiology, 1, 16007 (2016).
https://doi.org/10.1038/nmicrobiol.2016.7 - Coyte K.Z., Schluter J., Foster K.R.
The ecology of the microbiome: networks, competition, and stability.
Science, 350(6261), 663–666 (2015).
https://doi.org/10.1126/science.aad2602 - Martino C. et al.
Context-dependent role of the gut microbiome in human health.
Cell, 174(5), 1137–1150 (2018).
https://doi.org/10.1016/j.cell.2018.08.011
Enteropatie croniche e microbiota nel cane
- Suchodolski J.S.
Diagnosis and interpretation of intestinal dysbiosis in dogs and cats.
Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 46(1), 1–12 (2016).
https://doi.org/10.1016/j.cvsm.2015.09.002 - Gaschen F., Suchodolski J.S.
Chronic enteropathies in dogs: pathophysiology and clinical management.
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https://doi.org/10.1111/jvim.15339 - Jergens A.E. et al.
Idiopathic inflammatory bowel disease in dogs and cats.
Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 40(2), 289–316 (2010).
https://doi.org/10.1016/j.cvsm.2009.10.002 - AlShawaqfeh M.K. et al.
A dysbiosis index to assess microbial changes in canine chronic enteropathies.
Veterinary Sciences, 4(4), 57 (2017).
https://doi.org/10.3390/vetsci4040057
Antibiotici, recupero e instabilità post-terapia
- Dethlefsen L., Relman D.A.
Incomplete recovery and individualized responses of the human distal gut microbiota to repeated antibiotic perturbation.
PNAS, 108(Supplement 1), 4554–4561 (2011).
https://doi.org/10.1073/pnas.1000087107 - Pilla R., Suchodolski J.S.
The role of the canine gut microbiome and metabolome in health and gastrointestinal disease.
Frontiers in Veterinary Science, 7, 498 (2020).
https://doi.org/10.3389/fvets.2020.00498
Trapianto fecale (FMT)
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The use of faecal microbiota transplant as treatment for recurrent or refractory Clostridioides difficile infection.
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https://doi.org/10.1136/gutjnl-2018-316818 - Khoruts A., Sadowsky M.J.
Understanding the mechanisms of faecal microbiota transplantation.
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Durable coexistence of donor and recipient strains after fecal microbiota transplantation.
Microbiome, 9, 2 (2021).
https://doi.org/10.1186/s40168-020-00961-5
Stress, sport, asse intestino–sistema nervoso
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The microbiota–gut–brain axis.
Physiological Reviews, 99(4), 1877–2013 (2019).
https://doi.org/10.1152/physrev.00018.2018 - Bharwani A. et al.
Stress and the microbiome–gut–brain axis.
Behavioural Brain Research, 356, 64–73 (2019).
https://doi.org/10.1016/j.bbr.2018.02.021
Dermatopatie e asse intestino–cute
- Pilla R., Suchodolski J.S.
The role of the gut microbiome in atopic dermatitis in dogs.
Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 49(2), 271–286 (2019).
https://doi.org/10.1016/j.cvsm.2018.10.008 - Budach S.C., Marsella R.
Gut microbiome and canine atopic dermatitis: A review.
Veterinary Dermatology, 29(4), 292–e101 (2018).
https://doi.org/10.1111/vde.12539
Nota
I riferimenti bibliografici riportati rappresentano il nucleo della letteratura utilizzata da LampoVet per sviluppare il proprio framework interpretativo. Le applicazioni cliniche descritte si basano su evidenze consolidate, review autorevoli e dati osservazionali real-world in corso di validazione.
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